Concerto di Andrea Bignasca – Presentato da “Swiss Sounds in Milan”
Giardino

Il programma musicale porta alcuni tra i più dotati talenti svizzeri contemporanei sul palco della House of Switzerland. Non sono però solo concerti, sono una vera e propria celebrazione della diversità e del patrimonio multilingue della Svizzera, con artisti e artiste provenienti dalle quattro regioni culturali del paese.
Andrea Bignasca è nato e cresciuto nel sud della Svizzera, in un ambiente bilingue italiano-tedesco. Ha iniziato a esibirsi come artista solista nel 2013. Dopo il suo album di debutto Gone nel 2015, Bignasca si è esibito in oltre 200 concerti in tutta la Svizzera, partecipando al Montreux Jazz Festival, Gurtenfestival e Zermatt Unplugged, e aprendo anche per artisti di fama internazionale come Larry Carlton, Everlast, Morcheeba, Gregory Porter, Phil Campbell e Welshly Arms.
Successivamente ha pubblicato altri tre album: “Murder”, “Keep Me From Drowning” e “Stranger”. Quest’ultimo rappresenta sia un viaggio musicale sia personale: da un lato esplora il processo creativo di scrittura e composizione dei brani; dall’altro riflette la creazione della vita stessa, con Bignasca che abbraccia la paternità. L’album cattura le paure, i dubbi e le gioie insite in entrambe le esperienze.
Stranger affronta le sfide di crescere una figlia mentre si porta avanti una carriera musicale, esplorando le insicurezze sulle proprie capacità e le incertezze del guadagnarsi da vivere con la musica. Al centro dell’album c’è una meditazione sull’amore: l’amore che ci sostiene nel nostro lavoro, per noi stessi, per i partner e per i figli. L’album evidenzia come tutti iniziamo come “estranei”: l’uno per l’altro, rispetto alle circostanze che affrontiamo e persino verso noi stessi. Questo amore è talvolta difficile da esprimere a parole, come riflettono i cori intenzionalmente senza parole, melodie pure e primordiali condivisibili da grandi e piccini.
Dal punto di vista musicale, “Stranger” supera il suono di band puramente naturalistico, offrendo una tavolozza sonora più raffinata ed elaborata. L’album richiama gli anni ’80 con i suoni di batteria e i sintetizzatori, pur mantenendo un tocco contemporaneo, bilanciando nostalgia e modernità in modo da valorizzare la narrazione dei brani.
Crediti foto: Jen Dos Santos








































